“Gli occhi guardano,
  lo spirito osserva.”

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l Belvedere Violet Trefusis è uno dei punti panoramici più suggestivi di Firenze: domina la collina di Bellosguardo, esposta a mezzogiorno, immersa nel verde, e bagnata dalla luce. Da qui, Firenze si mostra nella sua incantevole completezza; si lascia contemplare in un’atmosfera ispirata e silente. Poi, di lontano, arriva il rintocco di una campana, una dopo l’altra, “come se un’orchestra, seguendo una bacchetta capricciosa, attaccasse un aubade.” commenta Violet Trefusis.




“Villa dell'Ombrellino è la mia diva di pietra: esigente, fulgida, maestosa.”

Immutato da secoli, il Centro storico di Firenze è una “realizzazione artistica unica nel suo genere, e capolavoro d’opera” in quanto tale, nel 1982 è stato iscritto nella lista UNESCO del Patrimonio Mondiale. Di recente, la collina di Bellosguardo è stata inserita nella Zona di rispetto o Buffer Zone del Centro storico di Firenze, perché ritenuta parte integrante del suo contesto identitario.


Oltre a ciò, il Belvedere Violet Trefusis, di notevole interesse pubblico, rientra nella tutela dei beni paesaggistici, ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo 42/2004. Art.136) per la sua vista panoramica di eccezionale bellezza.


Se alziamo lo sguardo alle nostre spalle verso Villa dell’Ombrellino, in quello che era noto come “punto dell’oh”, scorgiamo una statua: ‘la bella dea delle tranquille arti custode’, la Venere Italica di Canova che nel 1925 Violet Trefusis, poco più che trentenne, già in quel gratin culturale internazionale che Marthe Bibesco descrive come “coloro che non ostentano mai e sono magnifici nella loro semplicità”, fa collocare da Cecil Pinsent per ricordare il punto dove probabilmente Ugo Foscolo aveva tratto ispirazione per Le Grazie.

Raffinata poetessa, ammirata da Paul Valéry, Anna de Noailles e da Louise de Vilmorin, a differenza di Foscolo “tutto agitazione e turbamento”, Violet Trefusis ha una visione aperta, non circoscritta di Firenze. La vista dal Belvedere Violet Trefusis rispecchia simbolicamente il suo sguardo per Firenze, non su Firenze.

Violet con vista

Non sovrasta la città, si mette in ascolto con gli occhi per comprenderla; non la imprigiona in stereotipi, li smonta; non la usa come sfondo meraviglioso della sua Villa dell’Ombrellino dove, negli anni ‘50 e ‘60, accoglie le figure più importanti del mondo, contribuendo a promuovere, senza vanagloria, la ricchezza culturale di Firenze, la creatività, il dinamismo artigianale, il gusto per l’eleganza.

Violet con vista

Lo spirito di questo luogo, il genius loci è Violet Trefusis, anzi l’ingenium che costruisce, agisce, rinnova. Non è legato al Tempo, lo trascende poiché è sempre attuale; o meglio, è avant-garde dunque guarda avanti, e si volta indietro per lungimiranza. “Lo storico deve essere un profeta che guarda all’indietro con occhi ben fissati sul presente”, scrive al suo amico ed estimatore Jacques Chastenet.

Violet con vista

Il Belvedere Violet Trefusis

Storia e Memorie di Bellosguardo.