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Biografia

Violet Keppel (in seguito Trefusis) nasce a Londra il 6 giugno 1894. Scrittrice, poetessa, mecenate, viaggiatrice, è stata una figura di spicco tra les grandes animatrices de Paris e del gratin europeo. Essere nata una famiglia aristocratica con una madre di grande personalità e di rinomata influenza quale era Alice Keppel farebbe presupporre per la giovane Violet un percorso naturale nella dorata High Society britannica; invece, poco più che ventenne prende con coraggio le distanze dal mondo che la madre rappresenta. Si sente una “zingara in un mondo di gentaglia perbene” e si trasferisce a Parigi. Nel giro di un anno diventa Madame Violette Trèfusis, frequenta il carrefour des arts della Princesse de Polignac dove stringe amicizia con Valery, Colette, Cocteau, Anne de Noailles, Louise de Vilmorin, F.Poulenc, Les Six, Misia Sert, Georges Auric, Arthur Rubinstein; dal 1933 le si aprono le porte dell’hôtel particulier di Marie-Laure de Noailles, dove si confronta anche con artisti quali Dalì, Picasso, Mondrian, Balthus, Jean Hugo. Infatti l’Arte, come la Musica, è tra gli skills di Violet che nel 1911 aveva frequentato la Scuola d’Arte a Monaco di Baviera, e dal 1918 al 1919 la Slade School a Londra.

Su suggerimento di Marcel Proust nel 1927 acquista la torre medievale a Saint Loup de Naud nell’Ile de France a cui lo scrittore si era ispirato nella sua A la Recherche e la fa diventare un punto di riferimento internazionale per scrittori, politici (Reynaud, De Gaulle, Palewski, Mitterrand), aristocratici, musicisti, stilisti (Dior e Schiaparelli, i più assidui), attori e artisti.  Nel 1929 con Sortie de Secours, delizioso e impegnativo romanzo d’esordio, fa il suo debutto ufficiale nel mondo letterario, sebbene già nel 1918 avesse composto varie poesie di cui una pubblicata su Country Life e nel 1919 avesse scritto Battledore and Shuttlecock andato, in parte, perduto. Ma è nel 1931 con Écho, finalista in quell’anno del Prix Femina che Madame Trèfusis“s’avance armée d’ironie parisienne” ed entra ufficialmente nel gratin francese. Nel 1933 per presentare Tandem, il suo terzo romanzo, originale e avant-garde, organizza sulla Tour Eiffel, con la consulenza della sua amica Elsa Schiaparelli, una festa a tema secondo la moda del tempo dell’Inaugurazione (e del libro) a cui partecipa Tout Paris. In occasione dell’uscita di Hunt the Slipper che l’autrice decide di scrivere in inglese dopo “la delicatesse et la subtilité” del precedente-in francese- Broderie Anglaise, il 22 maggio 1937 l’Evening Post commenta: “Violet Trefusis is probably the only contemporary woman writer to write books both in French and English.”

Nel 1940 quando Parigi viene occupata dai nazisti, riesce a scappare in maniera rocambolesca ed avventurosa in Inghilterra e vi resterà fino al D-Day del 1944.

Durante la occupazione tedesca la Nouvelle Revue Française pubblica Les Causes Perdues mentre a Londra Violet collabora con Horizon di Cyril Connolly e lavora per i Fighting French con alcune emissioni radiofoniche su Ici Radio Londres. Parte di quelle letture sono raccolte in Prelude to Misadventure. E finalmente, il ritorno nella sua terra di adozione:“Amo tre cose al mondo: Dio, mia madre e la Francia”. Nel 1947 a Firenze muore Alice Keppel, Violet eredita Villa dell’Ombrellino che definisce “My French ambassadorial outpost in Tuscany” e la trasforma nel corrispettivo italiano di Saint Loup. Per oltre cinquanta anni fino al 1972, anno della scomparsa della scrittrice, la villa è una meta cosmopolita di scambi culturali, un crogiuolo di lingue (Violet parla perfettamente francese, italiano, tedesco e spagnolo) dove le differenze sono considerate un arricchimento, mai una complicazione. Il 3 Aprile 1950 « sur proposition du Ministre des Affaires » (Robert Schuman) diventa Chevalier de la Légion d’Honneur « en qualité de Femme de Lettres ».

Lo stesso anno esce I Papagalli sull’Arno (Pirates at Play)che scrive in inglese, lingua usata anche per una serie di racconti e due pièces teatrali. Nel 1952 scrive Don’t look round la sua autobiografia con l’intento -come dichiara nella premessa- di giocare con i suoi lettori. Il 10 maggio 1953 riceve un altro prestigioso riconoscimento, la Médaille d’Argent de la Ville de Paris. Con la Francia, dunque, è un amore corrisposto ma non è da meno quello con l’Italia che il 4 febbraio 1960 le conferisce l’onorificenza di Commendatore della Repubblica italiana: «per la sua attività di scrittrice e per l’attaccamento dimostrato al nostro Paese». La cerimonia ufficiale si tiene a Firenze a Palazzo Vecchio ed è presieduta dal Conte Salazar, commissario prefettizio dell’epoca. L’anno successivo, “donna Violetta” sovvenziona il recupero della testa della statua di Primavera di Pietro Francavilla che viene ricollocata su Ponte Santa Trinita. Nel corso degli anni 60, la sua produzione letteraria consta soprattutto di poesie, aforismi arguti e ironici, articoli di viaggio sulla Spagna e sulla Turchia, e di contributi letterari. Nel 1966 favorisce il gemellaggio tra Firenze ed Edimburgo e termina il suo ultimo romanzo The Hook in the Heart. Muore a Firenze il 1 Marzo 1972, parte delle ceneri riposano al Cimitero degli Allori; il cuore, secondo suo espresso desiderio, nel suo parco di Sant Loup de Naud. Ha lasciato in eredità sei milioni al Comune di Firenze da devolvere ai poveri della città, una statua di fattura greca detta “Il Fauno” e un milione di lire alla Chiesa di Saint Mark in via Maggio; senza contare gli innumerevoli aiuti, spesso in forma anonima, elargiti durante il corso della sua esistenza.

 

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